Cucina e società
Dal riconsimento dell'Unesco al marchio. Dai lavori del Forum ad Imperia all'opinione degli italiani
Come anticipato nel precedente post si è tenuto ad Imperia Il Forum della Dieta Mediterranea.
Durante l'evento è stato riconosciuto l'importante ruolo dell'UNESCO nella salvaguardia del territorio e delle tradizioni etnografiche di tutto il mondo.
Un simposio che ha visto lavorare insieme 15 paesi del bacino mediterraneo per dibattere e chiarire il concetto di Dieta Mediterranea.
Strategie, valorizzazione e promozione di questo stile alimentare che sarà rappresentato dal un Marchio UNESCO questo l'importante obiettivo raggiunto ad Imperia.
Regole comuni che rendano facilmente e in maniera immediata il riconoscimento dei prodotti e delle attività legate alla dieta mediterranea.
Il valore del riconoscimento della Dieta Mediterranea come patrimonio immateriale dell'UNESCO può essere meglio compreso se si tiene conto dei dati emersi da una ricerca commissionata alla IULM che ha messo in evidenza come per il 98% degli intervistati, 500 persone tra i 18 e i 54 anni, sanno cosa è l'Unesco, gli riconoscono una reputazione altissima (77% degli intervistati), riconoscono il marchio UNESCO un valore aggiunte (66% degli intervistati).
Il Marchio Dieta Mediterranea Patrimonio Unesco è quindi, parafrasando le parole dell'esperto della Commissione Nazionale Italiana dell'UNESCO professo Pier Luiigi Petrillo, l'avvio di un importante percorso dal quale l'Italia potrà trarre significativi vantaggi economici e di immagine.
La stessa candidatura del Paesaggio Olivicolo Mediterraneo come patrimonio dell'Umanità significa porre l'accento, come dichiarato da Enrico Lupi, sull'importanza di un territorio non solo in senso geografico ma anche rispetto al suo valore culturale e storico.