Cucina e società
La pasta che consumiamo quotidianamente è davvero made in Italy? Grano estero e mercato italiano cosa mettiamo in tavola ogni giorno?
Terra e Cibo questo il titolo della puntata di ieri di Presa Diretta, programma condotto da Riccardo Iacona, dove tra i vari argomenti si è parlato di grano.
La trasmissione ha cercato di capire perché in Italia ogni anno entra moltissimo grano dall'estero.
Oltre a questioni di tipo speculativo queste importazioni dovrebbero destare la nostra attenzione anche rispetto all'uso che ne viene fatto nell'industria della pasta.
Spesso la pasta che portiamo nelle nostre tavole non sempre è al 100% made in Italy e così può capitare che tra gli ingredienti ci sia una percentuale di grano estero.
Il grano come molti altri cereali può essere attaccato dalle muffe e questo può avvenire ad esempio in due momenti della filiera alimentare: durante la coltivazione, e qui molto può influire il clima del paese in cui è coltivato il cereale stesso , oppure a causa dell'esposizione all'umidità durante lunghi viaggi, come nel caso del trasporto nelle stive delle navi.
La presenza delle muffe è ancora più importante se si considera che quel grano può essere utilizzato per la produzione di pasta che potrà essere consumata da grandi e bambini.
La trasmissione ha presentato come la legge vigente che stabilisce i paletti di muffa tollerabile, cioè considerati non nocivi per l'organismo tiene conto di due fasce di età:
Un'indagine promossa da il Salvagente ha mostrato come alcune tipologie di paste per bambini spesso offrono sul mercato alimenti identici a quelli degli adulti negli ingredienti ma diversi solo nelle dimensioni.
Le case produttrici sono in regola se si tiene conto della normativa vigente, ma per la salute dei bambin ipossono esserci delle conseguenze?
Intanto durante la trasmissione dal il Salvagente hanno fatto sapere che hanno presentato una richiesta alla Comunità Europea di modificare i limiti di tollerabilità delle muffe tenendo conto di due aspetti:
Come andrà a finire?
Intanto tra i principali produttori di pasta durante la trasmissione è stato intervistato Di Vella.
L'azienda pugliese utilizza per produrre la sua pasta 60% di grano di origine italiana e 40% di origine estera.
Tra le motivazioni di acquisire un 40% dal mercato estero la necessità di utilizzare grani speciali non coltivati nel nostro paese come ad esempio quelli che aiutano la pasta a mantenere la cottura.
Insomma se all'italiano piacesse la pasta scotta forse si userebbe solo grano di origine italiana?
Fonte Immagine: BIo Eco Geo