Cucina e società
Alcuni esempi di falsi culinari nei menù per turisti, ci dice la Coldiretti, vanno dalla cotoletta milanese preparata con carne di pollo o maiale, fritta nell'olio di semi al posto della carne di vitello fritta nel burro, agli spaghetti alla carbonara con prosciutto cotto invece del guanciale e formaggio grattugiato comune invece del pecorino romano.
Ma anche la pasta alla norma dove in Sicilaia si è riscontrato che la ricotta salata viene sostituita con altro formaggio, oppure la caprese della costiera amalfitana che non vede tra i suoi ingredienti la mozzarella di bufala oppure il fiordilatte vengono modificate, spesso per abbassare i prezzi di preparazione.
Dal dolce al salato, dal nord al sud del nostro Paese non esiste settore gastronomico senza furbi che cercano di proporre prodotti di più bassa qualità rispetto a quanto dichiarato.
Come difendersi da questi rischi?
La Coldiretti consiglia nell'acquisto dei prodotti di controllare sempre bene le etichette cercando sulle confezioni il logo caratteristico(DOP/IGP) a cerchi concentrici blu e gialli con la scritta per esteso nella parte gialla Denominazione di Origine Protetta oppure Indicazione Geografica Protetta mentre nella parte blu compaiono le stelline rappresentative dell'Unione Europea.
Nel dubbio acquistare nei punti vendita diretti dei produttori
In Italia esiste una filiera agricola tutta italiana caratterizzata da produttori diretti, agriturismi, e mercati di campagna amica dove il consumatore può incontrare i produttori diretti.
Per i ristoranti meglio diffidare di chi promette menù turistici con prodotti tipici dell'eccellenza italiana a prezzi bassi.