Cucina e società
L'aragosta deve essere freschissim, anzi viva quando si decide di inserirlo nella pentola con l'acqua bollente per procedere alla preparazione della ricetta.
Questa procedura considerata fondamentale per la cottura dell'aragosta è da alcuni considerata una terribile crudeltà.
Il rumore che per alcuni il prodotto emette durante la sua immersione in acqua è causato dal rilascio dei gas corporei, per altri sono strazianti lamenti di sofferenza a causa della prossima morte.
Una novità sembrerebbe risolvere sia il problema della freschezza sia la crudeltà della cottura e della morte inflitta all'aragosta. L'inventore inglese Simon Buckhaven ha creato nel Berdfordshire insieme ai suoi collaboratori CrustanStun: una scatola in acciaio inossidabile, con una spugna bagnata ed un elettrodo.
L'inventore garantisce che una volta inserita l'aragosta nella scatola questa muore in maniera istantanea senza la minima sofferenza.
Il successo sembra già garantito se già 60 ristoranti hanno scelto di ordinare il CrustaStun anche se il prezzo non sembra essere particolarmente accessibile: 2.800 euro per il modello base.
In attesa di capire se arriverà negli scaffali dei negozi di elettrodomestici non rimane che continuare con la vecchia tecnica, magari cercando di non affezionarci troppo all'aragosta fintanto che non la cuciniamo.
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alle 17:50
gianluca
Povere aragoste, un pò pena a pensare che vengono cotte vive mi viene, ma se proprio non si può rinunciare allora meglio non farle soffrire. Concordo con l'invenzione e spero che molti ristoranti seguano l'esempio e si attrezzino!!
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