blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Tappo a vite oppure tappo di sughero?

Lunedì 28 Settembre 2009, 18:46 in Cultura alimentare di

cork_or_not-cork_10001.jpg

Colgo l'occasione di un commento fatto sul mio ultimo post legato all'evento Merano ENOBlog 09 nella speranza di fare chiarezza per quanto riguarda l'argomento "tappo per il vino" e per imparare a conoscere io per prima una delle tipologie di tappo che sembra destinata ad essere la star del mercato del vino.
Da tempo ormai esiste un grande dibattito sulla tipologia migliore di tappo per la conservazione del vino.
Abituati a pensare al tappo di sughero come sinonimo di qualità ed eleganza, negli anni più di una alternativa a questo prodotto è stata pensata e creata. Tra queste quella che sembra godere in questa fase i favori maggiori è il tappo a vite detto anche screw cap.

Se in principio in molti ritenevano che fosse un tipo di chiusura adatta più ai vini bianchi, oppure al massimo ai rosè, anche l'ultimo tabù del tappo a vite rispetto a vini rossi anche di pregio sembra cadere. Nel 2005 il gruppo Southcorp in Australia rende noti i risultati di una ricerca effettuata su vini rossi e bianchi:"I vini possono invecchiare correttamente con i tappi a vite di ultima generazione".

Se in alcuni paesi europei già se ne fa grande uso, nel nostro Paese ancora esistono forti resistenze, in particolare se si pensa all'uso di questo tappo rispetto a bottiglie di vino rosso particolarmente pregiate.
Alcune aziende vinicole italiane che usano questo tappo scelgono di usarlo essenzialmente per il mercato estero, mentre per il mercato italiano continuano a produrre con quello di sughero.

In occasione del Merano ENOBlog 09 ho potuto osservare come nella zona dell'Alto Adige , ed in particolare nella visita al centro sperimentale di Laimburg ho osservato come si stia puntando anche qui sul tappo a vite anche per il mercato italiano. 

Il tappo a vite, spesso conosciuto anche come Stelvin dal modello più famoso e leader di mercato, è un tappo di ultima generazione caratterizzato da diversi materiali.

Se definirlo di plastica sarebbe sbagliato etichettarlo come di alluminio sarebbe riduttivo.

Lasciando ad altri il compito di giudicare le differenze e le qualità delle due tipologie di chiusura, tenendo conto che il dibattito è ancora apertissimo vi riporto la descrizione tecnica di questo tappo presa da Vignaioli Piemontesi, la più grande organizzazione di produttori vitivinicoli d'Italia, riconosciuta dalla Unione Europea.

"La capsula è in alluminio, e la guarnizione di tenuta, almeno nella versione Stelvin, è costituita da un materiale "poliaccoppiato", che prevede uno strato esterno di polietilene espanso, uno intermedio in lamina di stagno, e uno interno (a contatto con il vino) di una speciale resina sintetica (PVDC, policloruro di vinilidene), il quale va battuta sul margine liscio del collo di una bottiglia appositamente costruita con la filettatura per il passo a vite.

La capsula è integrata con il tappo, quindi in un pezzo solo, e viene filettata in sede sulla linea di imbottigliamento, con una apposita testata a pressione: si presenta simile a quelle utilizzate per il tappo in sughero, anche se la parte alta del collo si distingue perché si vede la filettatura".


Per il modello Stelvin, la cui azienda produttrice è francese ha pensato a diverse soluzioni per questo modello, da quella base a quella lux+. L'obiettivo è quello di conquistare tutti i consumatori grazie a delle personalizzazioni e delle soluzioni che rendano la bottiglia ugualmente elegante.

Certo per l'effetto apertura, rispetto al tappo di sughero, si può fare poco anche se c'è chi ci sta lavorando.

2
2 commenti
2
29 Set 2009
alle 17:03

robix

@fradefra

d'accordo con la tecnologia e tutto il resto, ma non capisco perchè le querce dovrebbero soffrire, nel togliere il sughero - che, si badi bene, non è la sua corteccia - semmai, è un modo come un altro per proteggerle, visto che vengono considerate un investimento!

1
29 Set 2009
alle 07:28

Fradefra - cuoco e docente dei corsi di cucina maisazi.com

Io sono un appassionato del vino (oltre che un utilizzatore per professione, visto che faccio il cuoco) e quindi sono particolarmente affezionato al tappo di sughero, così come alla gestualità dell'apertura della bottiglia.

Però a volte occorre prestare attenzione a non farci fermare dalle nostre manie e abitudini dall'intraprendere un percorso di progresso ed evoluzione.

Il sughero costa, le quercie hanno altro da fare che fornire a noi la loro corteccia ed inoltre non è sempre detto che la tecnologia non possa andare a braccetto con la qualità.

Quindi penso sia giusto valutare il tappo a vite e se viene dimostrato che può funzionare, tradizioni o no, in questo caso il salto si impone (fosse anche solo per proteggere i nostri alberi).

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere