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Libertà di stampa e pomodori verdi: quale il legame?

Tania Valentini avatar Martedì 8 Settembre 2009, 15:04 in politica e cucina, ricettari di Tania Valentini

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Finite le ferie si torna tutti al lavoro e a tenerci da subito compagnia la rinata attività politica con le contrapposizioni delle diverse correnti politiche
Le  dimissioni del direttore dell'Avvenire e la querela al quotidiano l'Unità da parte del presidente del consiglio hanno reso davvero vivace le dichiarazioni politiche dei diversi schieramenti. Come spesso accade queste vicende vedono coinvolti molti attori che spesso diventano di ispirazione per umoristi e comici.
A trovare ispirazione dalle vicende attuali in prima fila troviamo Sergio Staino - ideatore di Bobo - che con la sua vignetta ci racconta a modo suo quello che sta accadendo.
Riguardando una delle sue vignette mi sono chiesta: quale sarà uno dei piatti preferiti di una delle firme satiriche più importanti e popolari del nostro Paese? La ricetta la racconta proprio lui in un originale libro di cucina.

Edito nel 1998 a cura delle Edizioni dell'Università Popolare il libro si intitola La cucina dell'ulivo a cura di Tonino Tosto con la presentazione di Simona Marchini.
La parola ulivo nel titolo, si riferisce da un lato alla pianta da cui si ottiene uno degli ingredienti principe della nostra cultura culinaria, dall'altro all'allora coalizione di centro sinistra, l'Ulivo per l'appunto. Il testo raccoglie una serie di ricette raccontate da rappresentanti e simpatizzanti dello schieramento politico in questione.

Nel testo ho trovato Sergio Staino e la sua ricetta: Frittata di Pomodori Verdi.

INGREDIENTI

  • pomodori verdi
  • farina
  • olio
  • uova
  • sale

Definito da lui stesso piatto tipico della sua famiglia e suo indiscusso cult food spiega nelle pagine di questo libro come preparare la ricetta.

PREPARAZIONE
5-6 pomodori verdi, che a Firenze chiamano nostrali, si presentano con forma rotonda leggermente schiacciati e bitorzoluti dal colore non più verdi ma non ancora rossi.

Tagliare i pomodori in senso longitudinale, cospargere il taglio con un po' di sale e ammonticchiarli con il taglio verso il basso, per fargli fare l'acqua.
Dopo circa un'ora oppure due asciugarli dal sale in eccesso con un canovaccio, infarinarli e cuocerli in una padella con poco olio, quando sono ben rosolati con le protuberanze leggermente annerite, togliere dal fuoco e aggiungere le uova sbattute fino a coprire i pomodori. Friggere con attenzione oppure, meglio, passarli in forno.
Sempre nel libro Stanio nel suo racconto consiglia di mangiare la frittata il giorno dopo magari con una buona panzanella rigorosamente contadina.

La cucina dell'ulivo si presenta quindi come un viaggio nel mondo della cucina raccontato attraverso le ricette rivisitate dalle singole esperienze familiari dei protagonisti del libro - utti rigorosamente non chef di professione - incorniciate in commenti del curatore e riproposizione di particolari di opere pittoresche in tema con la ricetta proposta.

La lettura è piacevole e fa riflettere su come una ricetta si leghi in maniera indissolubile con la propria esperienza familiare.
Ludwig Feuerbach diceva: "L'uomo è ciò che mangia".

Aspetto da non sottovalutare nella lettura del libro, visto che si parla di cucina, sono le ricette: buone e facili da fare.

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