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Sbarco sulla luna, l'alimentazione degli astronauti

Tania Valentini avatar Lunedì 20 Luglio 2009, 19:28 in notizie di Tania Valentini
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Filetto alla Strogonoff, broccoli al gratin e budino al cioccolato, cosa ne pensate di questo menù? Piatti da ristorante di alto livello? Probabile.  Queste pietanze possono anche far parte delle scorte che gli astronauti del XXI secolo si trovano nella navicella spaziale per nutrirsi durante la loro missione.
Come è facile immaginare molte cose sono cambiate da 40 anni fa ad oggi quando l'Apollo 11 sbarcò sulla Luna. Le scoperte scientifiche hanno accompagnato i viaggi nello spazio non solo rispetto alle apparecchiature tecnologiche ma anche nei cibi che confortano gli astronauti nei loro viaggi nello spazio.


La mancanza di gravità da sempre ha condizionato sia la tipologia sia il modo di conservazione e consumo degli alimenti. Il cibo deve rispondere a precisi requisiti ambientali ma anche di natura nutrizionale, psicologica, culturale, religiosa. Le preferenze dell'equipaggio possono inoltre influenzare le scorte alimentari.

In passato cibi come uova strapazzate e insalate  di fagioli, riso pilaf e cavolfiore in besciamella erano contenuto all'interno di tubi metallici che ricordano molto quelli dei dentifrici. A bordo dell'Apollo 11 l'offerta culinaria già aveva fatto passi da gigante rispetto ai precedenti viaggi. Gli astronauti avevano a disposizione 70 piatti diversi e per la prima volta si poterono usare  scodelle e cucchiai senza il rischio di vedere volare in giro per la navetta il cibo.

Le ricerche svolte dalla Nasa per rendere sempre più agevole agli equipaggi la possibilità di nutrirsi e dissetarsi hanno avuto effetti anche sull'industria alimentare terrestre basti pensare all'apertura delle lattine, niente più linguette  di latta da buttare.
Se negli anni l'offerta gastronomica per gli astronauti è andato crescendo, rendendo anche per loro la pausa pranzo un momento di piacere, invariate sono rimaste le problematiche legate alla conservazione. Congelati oppure disidratati gli alimenti presenti nelle navette sono dei veri e propri cibi pronti e di veloce preparazione ma con scadenze lunghissime in grado di rispondere bene alla durata delle missioni.

L'importanza di aumentare il numero delle portate sembra legarsi ad un aspetto fondamentale dell'individuo umano: l'importanza della soddisfazione del palato. Il cibo quindi non solo come semplice mezzo per soddisfare l'esigenza  di sopravvivenza, ma anche come momento di piacere. Poter scegliere tra diverse pietanze che soddisfano i gusti degli astronauti sembra quindi rappresentare un aspetto importante nel morale dell'equipaggio e quindi nella riuscita della missione.

Sempre nell'ottica di rendere il viaggio e il lavoro piacevole, nulla viene lasciato al caso. Per ogni astronauta esiste una fornitura personale di posate  - coltello, forchetta cucchiaio e cucchiaino, un paio di forbici - che insieme al carrello multifunzione - contenitore piatto di cena - sono rigorosamente griffate Nasa.

Se è vero che l'occhio vuole la sua parte non gli astronauti sbarcati 40 anni fa sulla Luna non saranno rimasti colpiti dall'aspetto delle pietanze ma almeno le loro papille gustative saranno state soddisfatte.
Formaggio cheddar, hot dog e pancetta alcune delle pietanze consumate, portando così sulla luna anche un po' di America .

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