Ricordate la lotta della Coldiretti per ottenere etichette obbligatoriamente chiare
sull'origine e i componenti dell'olio (
e non solo ) ? Sembrano cadere a fagiolo i
sequestri di falso olio extravergine effettuati dai Nas, a confermare la validità della scelta fatta dall’Italia con
l’introduzione dell’obbligo di indicare la provenienza delle olive in etichetta. I Nas di Milano,infatti, hanno scoperto un traffico di olio proprio
"nel giorno in cui arriva la notizia che la Commissione europea ha inviato all'Italia una lettera con la richiesta di chiarimenti sulla decisione italiana dell'obbligo di indicare l'origine in etichetta per l'olio d'oliva".
L’operazione condotta dai Nas si è conclusa con il
sequestro di 15mila litri di olio destinato ai ristoranti.
"Il rischio di frodi denunciato dal nucleo dei carabinieri - comunica la Coldiretti - dimostra che occorre anche attivare i controlli negli stabilimenti per assicurare che sulle confezioni di tutti gli extravergini, etichettati dopo il 17 gennaio 2008, come previsto dalla nuova normativa, siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l'olio; se le olive sono state prodotte in più paesi, questi devono essere tutti indicati in ordine di quantità decrescente."Secondo indagini della Coldiretti
sono ancora troppo poche le confezioni di oli vergini ed extravergini in vendita etichettate nel rispetto della nuova normativa.
alle 00:22
Claudia
Claudio, credo sia una sorta di prassi burocratica, anche se mi pare inutile chiedere il perchè si voglia tutelare con etichette chiare....